lunedì 16 ottobre 2017

THE NO PROBLEM WRITER: keep your TIME now!

Per chi gli fosse sfuggito il messaggio precedente, lo ribadisco di nuovo dicendo che dovete prendervi tutto il tempo necessario per farvi una buona lettura di un libro che fa bene al cervello, fa distrarre dal logorio della vita moderna (come si diceva una volta in una celebre pubblicità di un liquore al carciofo) e non fa stare allo smartphone, sempre acceso per soddisfare i vostri desideri di notizie sui social più social del momento. 
Proprio per questo tempo che vi prenderete, un po' di tempo (TIME per chi mastica l'inglese) io ve lo offro a modo mio con un'altra notizia fresca di stampa adatta all'occasione e stampata (si fa per dire) sulla copertina del famoso TIME. 
 
Ricordatevi che la nuova inchiesta è nel nuovo giallo del commissario Cantagallo che nel 2017 è stato pubblicato da Cristian  Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Il giallo "LA COLLANA DI AMBRA" è un'indagine di mare che si svolge a Castiglioni Marina, borgo marinaro toscano nelle zone della Maremma. Buona lettura!

 

ALL CRAZY ABOUT CANTAGALLO STORIES: keep your TIME now!



Prendetevi tutto il vostro tempo per dedicarvi alla lettura di un buon libro che fa bene alla mente, fa distrarre dal logorio della vita moderna (come si diceva una volta in una celebre pubblicità di un liquore al carciofo) e tiene alla larga lo smartphone, sempre pronto a soddisfare i vostri desideri di notizie sui social più social del momento. 
Proprio per questo tempo che vi dovete prendere, un po' di tempo (TIME per chi mastica l'inglese) io ve lo offro a modo mio con una notizia fresca di stampa adatta all'occasione e stampata (si fa per dire) sulla copertina del famoso TIME. 
 
Ricordatevi che la nuova indagine è nel nuovo giallo del commissario Cantagallo che nel 2017 è stato pubblicato da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Il giallo "FLACONI E VECCHIE RICETTE" è un'indagine di paese che si svolge a Collitondi, località toscana nelle zone del Chianti. Buona lettura! 



domenica 15 ottobre 2017

Un medico borioso in "LA COLLANA DI AMBRA"



Il commissario Cantagallo quando è costretto a indagare sui delitti o presunti tali che accadono a Castiglioni Marina, si deve confrontare con un medico borioso e incapace che viene utilizzato come Emedico legale" dal maresciallo Guerra, in mancanza di uno vero. Il medico in questione è il dottor Lanzara, di servizo al Pronto Soccorso del porto del paese. Lanzara non sopporta il commissario Cantagallo che puntualmente respinge le tesi diagnostiche strampalate del medico per una causa di morte naturale e punta invece il dito sulla probabile causa del decesso che non è mai naturale perché è stato commesso un omicidio. Seguono scambi verbali coloriti senza mai venire alla vie di fatto (non ci scappa mai un cazzotto fra i due, per intendersi). Cantagallo a sua volta non può vedere il dottor Lanzara che tutte le volte lo guarda dall'alto in basso come se fosse uno dei più grandi luminari della Medicina Legale. Anche questa volta sembrerebbe che il dottore si sia sbagliato e Cantagallo ha tutte le ragioni per averla vinta su quel medico da cui nessuno si farebbe togliere nemmeno un'unghia incarnita. 

Quello che segue è un estratto del nuovo giallo del commissario Cantagallo che nel 2017 è stato pubblicato da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Il giallo "LA COLLANA DI AMBRA" è un'indagine di mare che si svolge a Castiglioni Marina, borgo marinaro toscano nelle zone della Maremma. Buona lettura!



Guerra si rivolgeva a Lanzara perché era l’unico dottore disponibile in paese per dargli un parere medico “inequivocabile”, come affermava lo stesso Lanzara, sulle persone trovate morte a Castiglioni. Al momento del ritrovamento di un cadavere, Guerra non poteva mai disporre di un vero medico legale, che era sempre inviato in zona dopo qualche giorno dal Comando dei Carabinieri di Rosereto. Il Lanzara, pur non avendo nessuna cognizione di Medicina Legale, prima esaminava sommariamente il cadavere. Poi si lanciava in ipotesi completamente campate in aria, pur di fare bella figura con le Autorità locali. Tutte le volte ricordava che a Castiglioni si moriva solo per cause naturali, accidentali, eccessi da turisti o bravate giovanili che portavano alla morte. Quando gli sottoponevano il cadavere di una persona morta, non gli veniva mai in mente che si potesse trattare di un omicidio. E di questo ne era sempre sicuro in modo “inequivocabile”, come diceva lui.
    Così come il commissario era sempre sicuro che tutte le opinioni del dottor Lanzara fossero buone non per un’autopsia ma per una sagra di paese. Cantagallo era convinto che l’unica cosa su cui quel dottore poteva esprimersi, senza sbagliare, fosse nel fare l’autopsia di una porchetta!
    In quegli anni d’indagini svolte in paese, puntualmente, tutte le volte che Lanzara si pronunciava nell’autopsia di un cadavere, non ne aveva mai azzeccata una. Ciò nonostante, manteneva sempre un atteggiamento borioso di superiorità nei confronti di tutti, soprattutto del commissario. Cantagallo non lo sopportava e la cosa era reciproca. I due non lo davano a vedere, se lo dicevano proprio in faccia.
    «Dottor Lanzara, c’è anche lei? Le si è fulminato l’Allegro Chirurgo? Stia attento a dove mette le mani, che qui non c’è la lampadina che suona!».
    «Commissario Cantagallo, anche lei qui? Quando mi hanno avvertito di un cadavere in spiaggia, pensavo di trovarla stecchita per una brutta congestione, da nuotata dopo colazione!».
    «Mi dispiace, dottore. La mattina mi mantengo leggero e faccio il bagno rigorosamente dopo tre ore. Stavolta, cosa ha trovato? Mi hanno detto una siringa. Ma ha guardato bene? Non è che un po’ più in là c’è un coltello insanguinato?».    
    «Ho una vista buona, io. Questa ragazza è morta per overdose e glielo posso mettere per scritto. Una povera disgraziata straniera che, per un eccesso di follia globalizzante, si è iniettata una dose mortale di eroina. Gli stranieri dovrebbero ritornare tutti al proprio paese, senza stare qui da noi a rompere i coglioni. Gironzolano, mangiano, bevono e si drogano. Lavorano portando via il lavoro alla gente del posto e poi si lamentano se non gli danno una casa. E poi che ci fa qui una polacca? In Polonia i polacchi, in Italia gli italiani! E che cazzo! Il mio parere inequivocabile è questo: “La ragazza era una drogata abituale e, senza ombra di dubbio, è morta per una dose mortale di eroina, assunta tramite iniezione endovenosa. La morte risale a ieri sera tardi, fra le nove e la mezzanotte”».
    Lanzara concluse il suo sermone ospedaliero, standosene seduto sul bordo esterno della passatoia delle cabine. Curvo nella postura, teneva le braccia dondolanti e penzolava i piedi fuori dal bordo: sembrava un gigantesco polipo che, da quanto fosse brutto, era stato giudicato indigesto pure per il cacciucco e dimenticato lì. Lo rendeva umano un mezzo sigaro spento, che teneva stretto alla destra della bocca, anche quando parlava. Indossava una magliettina dal colore indefinibile, con la scritta a grandi lettere “BOMBAY”, piena di forfora sulle spalle, e dei pantaloni color kaki, corti al ginocchio che non avevano visto la lavatrice da qualche settimana. Completavano il quadro desolante, un paio di infradito rosse che, a causa del colore scuro dei piedi, non dovuto a un’abbronzatura africana ma piuttosto a un mancato lavaggio per rottura dell’impianto idraulico, spiccavano come dei coralli su un fondale marino notturno.
    Cantagallo aveva assistito al consueto teatrino del dottore, aveva ascoltato il suo parere “inequivocabile”, eccetera eccetera.
    Intanto, il maresciallo Tompetrini si era avvicinato al commissario per dargli le solite spiegazioni.
    «Anche stavolta, il maresciallo Guerra non c’è l’ha fatta a non coinvolgerla. Abbiamo telefonato al bagno Rivabella e ci hanno detto che faceva una passeggiata da queste parti. Allora, Guerra ha preso l’occasione al volo e siamo venuti a prenderla col gommone della Capitaneria».
    «Che vuole che le dica, sono qua. E speriamo che stavolta non si tratti davvero di un omicidio. Visto che il Lanzara ha detto che…».
    «Non s'illuda. Il dottor Lanzara, con tutto il rispetto, mi sembra che non c’abbia capito nulla. La ragazza non sembrerebbe una che si drogasse abitualmente. Lo vedrà anche lei».  
 




 
I gialli di Cantagallo sono in vendita anche su IBS in ebook e libro
P.S. Leggete quello che vi pare.
Ma ricordate che:
"Leggere i gialli di Cantagallo non è un dovere
ma è un piacere per l'autore (e per l'editore)".


Un maresciallo impresentabile in "LA COLLANA DI AMBRA"



Anche quando è in ferie il commissario Cantagallo non può lasciarsi dietro le spalle i delitti perché immancabilmente, almeno una volta all'anno, il maresciallo Guerra di Castiglioni Marina lo coinvolge nelle indagini di delitti o presunti tali che accadono in quel luogo di mare. Guerra, un carabiniere grasso, goffo e impresentabile che comanda la Stazione dei Carabinieri del paese, non ha esperienza in campo di omicidi e approfitta della presenza in paese del commissario per farsi dare una mano, e per fargli fare un "controlino" come dice lui. Anche stavolta sembra che non sia stato compiuto un omicidio perché si sospetta una morte per overdose di droga. Una povera ragazza polacca è stata trovata morta e tutto sembre far supporre che sia successo quello che asserisce il maresciallo Guerra, il quale però non è troppo convinto e vuole che Cantagallo faccia l'ennesimo "controllino" per avere le spalle coperte e pure qualcos'altro che sta un po' più sotto. 
 
Quello che segue è un estratto del nuovo giallo del commissario Cantagallo che nel 2017 è stato pubblicato da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Il giallo "LA COLLANA DI AMBRA" è un'indagine di mare che si svolge a Castiglioni Marina, borgo marinaro toscano nelle zone della Maremma. Buona lettura!



«Commissario, commissario, che tragedia!».
    «Mi dica».
    «Commissario, commissario, commissario…».
    Cantagallo, a sentire la solita litania di Guerra si era spazientito e voleva sapere cosa fosse successo. Così, iniziò la serie di botta e risposta fra i due.
    «Maresciallo, è una cosa urgente?».
    «Urgente urgente, no. Quando mai, commissario!».
    Cantagallo conosceva a mente le mosse di Guerra quando capitava un delitto e, da come era partita la conversazione, immaginava che ci fossero guai in vista. Ma continuava a recitare la sua parte.
     «Allora, si può rimandare».
    «Rimandare rimandare, nemmeno. Commissario, c’è scappato il morto. Anzi la morta, però…».
    «Però? Però che cosa, maresciallo?! Si spieghi!».
    «La morta è morta e non c’è più niente da fare. Però, bisogna aprire il bagno che è stato chiuso…».
    Il commissario, sentendo la parola bagno, era ancora di più in alto mare.
    Con Guerra era sempre la stessa storia. Quando in paese “ci scappava il morto”, il maresciallo Guerra, per non sapere né leggere né scrivere, avvertiva Cantagallo, per avere una consulenza investigativa. Stavolta, però, non capiva perché un bagno fosse stato chiuso.
    «Basta, Guerra! Mi dica che è successo, altrimenti continuo la passeggiata con mio figlio. Cosa c’entra questa storia del bagno che è stato chiuso?».
    «Ora le spiego, commissario. Prima di tutto, mi deve scusare per questa improvvisata, ma era irraggiungibile!».
    «Sì, da queste parti non c’è molto campo».
    Non aveva nessuna voglia di dire a Guerra, e soprattutto a Tompetrini, che aveva lasciato il telefonino all’ombrellone.
    «Babbo, ma se non…».
    Luigi si beccò un’occhiataccia del commissario e si zittì.
    «Sì, Luigi. Se non mi decido di prenderlo più moderno, non mi raggiungono nemmeno quando sono a Collitondi. Mi dica, maresciallo. Cosa è successo?».
    «È meglio se viene con noi alla Punta Sant’Andrea».
    «A fare che?».
    «Devo farle vedere cosa abbiamo trovato sulla spiaggia».
    Dal tono strano del carabiniere, Luigi aveva capito che sulla spiaggia, che stava proprio sotto il “Forte della Trappola”, fosse stato trovato il cadavere di una donna e s’inserì nel colloquio.
    «Il cadavere della donna?».  
    «Zitto, Luigi! Si spieghi meglio, maresciallo. È inutile che ci giri intorno. Mi dica subito di cosa si tratta. Mi ha detto che è morta una donna. Chi è?».
    «È una donna polacca, e non è un bello spettacolo a vedersi. Di sicuro è morta stecchita da alcune ore. Deve venire al più presto».
    «Perché mi ha detto che è stato chiuso il bagno? È stata trovata morta nella toilette delle donne?».
    «No, commissario. Le sembra che ammazzino la gente nei bagni pubblici?! La donna morta è stata trovata sulla spiaggia del bagno Nettuno, quel “bagno”».
    «Capisco. Ci vorrà più di mezzora per andare là».
    «Noi veniamo da lì. Andiamo col gommone della Guardia Costiera, faremo veloce. Anche se non è proprio una bella cosa per chi soffre il mal di mare come me».
    «Va bene, vengo con voi. Tu, Luigi, torna all’ombrellone».
    «Potrei venire anch’io per ispezionare il cadavere?».
    «No!».
    «L’ometto ha già la stoffa del poliziotto!» fece Guerra ironico.
    «Guerra, non ci si metta anche lei con queste frasi da telefilm del Tenente Colombo!».
    Tompetrini volle far capire la situazione e s’intromise.
    «Luigi, il commissario ha ragione. Vedere il corpo di quella donna non è un bello spettacolo. Dobbiamo fare alla svelta perché abbiamo bloccato l’accesso al bagno dal parcheggio e nessuno dei bagnanti si azzarda ad andare in spiaggia con il corpo della morta in bella vista. Il proprietario del bagno Nettuno, Gianfranco Grechi, è molto agitato e vuole che si faccia alla svelta. Sul posto ci sono dei colleghi in gamba per tenere sotto controllo la situazione fintanto che non arriviamo noi».
    «Va bene, torno all’ombrellone».  
    Cantagallo prese la direzione della passerella e si rivolse a Guerra. 
    «Andiamo e dica a quello che guida il gommone di andare piano».







I gialli di Cantagallo sono in vendita anche su IBS in ebook e libro
P.S. Leggete quello che vi pare.
Ma ricordate che:
"Leggere i gialli di Cantagallo non è un dovere
ma è un piacere per l'autore (e per l'editore)".